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Cipriata

Le note cipriate e floreali: l’iris e la violetta in profumeria

Le note cipriate rappresentano spesso il delizioso ricordo dei portacipria di un tempo, da cui del resto prendono il nome. Difficili da descrivere, sono soprattutto il riflesso di un ricordo tattile o di un profumo lontano. Eppure nascono da un fiore che gli appassionati di giardini conoscono perfettamente da secoli: l’iris.

L’impiego dell’iris per la creazione di fragranze cipriate è una questione di pazienza e di molteplici trasformazioni che durano in media sei anni. Il rizoma di iris si raccoglie infatti dopo quattro anni dalla piantagione e viene poi chiuso per 3 anni in sacchi di juta. Infine l’iris viene impastato, frantumato e distillato più volte prima di ottenere l’essenza preziosa, l’assoluta di iris.
Per produrre 100 grammi di assoluta di iris occorrono 40 tonnellate di rizomi. Ciò dice quanto sia preziosa la materia prima dei profumi cipriati, senza dubbio una delle più costose al mondo.

Nel 1906, nonostante la rarità e il pregio del prodotto, Guerlain impiega l’iris come firma del suo primo profumo cipriato, Après l'ondée. La grande casa crea in seguito profumi quasi sistematicamente basati su note cipriate, come L’heure Bleue o L’instant. Per decenni le fragranze della maison Guerlain vengono immediatamente associate all’iris e alla nota cipriata… fino all’arrivo della concorrenza nel 1970.

Le fragranze cipriate nei profumi per donna di oggi

Fino al n°19 di Chanel nel 1970, le note cipriate erano riservate quasi esclusivamente all’elaborazione di profumi costruiti attorno all’iris, mentre il cipriato è uno degli elementi migliori per aggiungere rotondità e persistenza a un profumo dalle note di base troppo reattive o troppo vivaci. Riconosciuta questa qualità fuori dal comune, nei profumi attuali si osserva una moltitudine di sfumature olfattive attorno alla nota cipriata.

Nella famiglia delle note cipriate si trovano i cipriati vegetali. Lo stile rétro a base di violetta e di rosa, come il celebre Flower di Kenzo, i cipriati verdi sempre a base di iris ma con sentori di vegetazione umida o fresca, come N°19 di Chanel, i cipriati aldeidici muschiosi come Arpège di Lanvin, o ancora i cipriati floreali simili a L’Air du temps di Nina Ricci.
Poi le note cipriate diventano secche e gessose per creare profumi dal buon odore di «pulito», come Hiris di Hermès, oppure si trasformano in cipriati freddi mescolati all’incenso. Talvolta il cipriato diventa avvolgente e si fa pesante e denso o, al contrario, trasparente come una nuvola in fragranze cipriate morbide e setose.
Infine, naturalmente, la nota cipriata compare nei profumi orientali più amati, mescolata a note vanigliate, di mandorla o acidule per prolungare il carattere gourmand...

La nota cipriata è dunque molto più di una famiglia olfattiva: è il tocco di femminilità glamour o tenera, giocosa o gourmand che offre un finale perfetto a numerosi profumi. Tipicamente femminile, a parte le belle eccezioni dei magnifici Dior Homme o Iris Silver Mist, il profumo cipriato crea scie lunghe e persistenti come sentieri da seguire. Gli uomini non vi si perdono quasi mai e le donne ne approfittano.

«Cipriata» come famiglia secondaria

Floreale

Narciso Rodriguez

Neroli Essence

Mandarino · Tè verde · Zenzero

Orientale

Molinard

Habanita

Geranio · Lentisco · Petitgrain

Legnosa

Burberry

Brit Homme

Bergamotto · Mandarino · Zenzero